
Come un sol uomo Confinterim (l’Associazione che riunisce le agenzie di lavoro in somministrazione) ha dichiarato guerra al mondo.
La Cgil, la sinistra dell’Unione, quel buon uomo di Rodotà e quel pastore di anime di Don Ciotti - tutti uniti nel rivendicare diritti e speranze per i lavoratori precari - sono stati equiparati alla teppaglia che a Parigi (e non solo) brucia macchina e deruba innocenti manifestanti.
Purtroppo non è uno scherzo: il comunicato della Confinterim infarcisce di sé i principali quotidiani italiani, creando un clima davvero pesante.
Intendiamoci: che intorno alla legge 30 si giochi una partita tutta politica che poco centra con la pessima legge in questione è evidente. Ma da qui (da cercare di condizionare da subito il ruolo della Cgil, dei movimenti, della sinistra dell’Unione) a gridare all’untore il passo non è breve. A meno che non si cerchi il clima rovente, la bagarre per la bagarre e in fin dei conti costringere tutti ad alzare i toni. In maniera irresponsabile.
Il tutto sulla testa di 4 milioni e mezzo di precari, la cui maggioranza ha la sola colpa di aver studiato, di avere dei sogni nel cassetto e di percepire 400 euro al mese.
Quasi quasi - con associazioni così - uno vorrebbe abrogare qualcosa in più della legge 30.
Precarius

