Precariare Stanca: Campagna nazionale per la lotta al lavoro precario
Ven
24
Feb '06

Giuseppe Bortone aderisce a Precariare stanca

La mia adesione all’appello di “Precariare stanca” implica qualcosa di più della condivisione della proposta e di una firma.

Mi occupo infatti in Cgil Nazionale della tutela e della difesa dei tossicodipendenti e dei consumatori di droghe, nonché di tutti i diritti (lavoro, salute, informazione, libertà) legati al complesso pianeta delle sostanze psicoattive, legali e illegali. Da questo osservatorio non ho potuto non notare che la mia organizzazione, impegnata con alterne vicende nella difesa delle retribuzioni effettive e dei fondamenti del welfare nel nostro paese, ha certo marcato alcuni importati risultati su questi due terreni; ma ha incontrato maggiori e anche drammatiche difficoltà nella tutela e nella difesa dei milioni di persone – penso in particolare, ma non solo, ai giovani e alle donne – sulle quali giustamente l’appello mette l’accento.

E questo nonostante il difficile e meritorio lavoro dei compagni di “Nidil” la nostra struttura impegnata su questo specifico fronte. D’altra parte non mi convincono affatto le sirene che gorgheggiano, anche a sinistra, sui miti della “flessibilità buona”.

E neppure mi persuade l’idea pseudomarxista – piuttosto diffusa, ma raramente esplicitata – per la quale il compito essenziale per l’oggi sarebbe la tutela dei “nuclei forti” (cioè più facilmente difendibili) del pubblico impiego e della grande impresa industriale: il resto verrebbe dopo, e di conseguenza.

Mi colpisce infine assai positivamente, la presenza, fra i primi firmatari dell’appello, di figure impegnate seriamente nella lotta contro la mafia (un tema del quale, ormai, parlano soprattutto alcuni magistrati e certe testate ogni tanto), e quella di figure da sempre schierate nella difesa dei diritti di libertà: un’altra questione che non mi sembra essere al momento centrale, nei discorsi prevalenti sul futuro del Paese.

Non da sola, ma certo neanche come ultima, proprio la libertà rispetto all’incertezza economica e professionale, di fronte ai ricatti e ai condizionamenti possibili nell’ambito lavorativo, è un pilastro fondamentale nell’edificio dei diritti di cittadinanza (come ha dimostrato, fra l’altro, la grande lotta della Cgil in difesa dell’articolo 18): ed è proprio questo il punto essenziale che i promotori dell’appello hanno compreso e valorizzato.

Giuseppe Bortone