Precariare Stanca: Campagna nazionale per la lotta al lavoro precario
Lun
20
Feb '06

Ds Milano: 4,5 milioni di precari, aboliamo la Legge 30

Sono quattro milioni e mezzo in Italia gli uomini e donne che sia nel settore privato sia in quello pubblico, lavorano senza diritti e senza tutela, spesso con contratti a tempo determinato che in questi ultimi anni hanno assunto via via nuove definizioni, da contratto a termine, co.co.co. a contratto a progetto.

Lo ricordano i Ds milanesi che oggi hanno illustrato la proposta di legge di iniziativa popolare contro il lavoro precario, promossa dal comitato Precariare Stanca (www.precariarestanca.it), presieduto da Stefano Rodotà.

La proposta di legge si articola in 5 punti: modifica del Codice Civile ‘per ridurre le troppe tipologie occupazionali che rendono confuso il mondo del lavoro’; maggiore responsabilita’ delle imprese (chi svolge lavori senza contatto a tempo indeterminato deve essere pagato di piu’ e obbligo di assunzione in caso di reiterazione del contratto); tutela del lavoro ceduto ed esternalizzato (l’impresa che cede ad un’altra l’attivita’ deve provvedere al mantenimento dei diritti dei suoi ex lavoratori per almeno 48 mesi); stabilizzazione dei precari nel settore pubblico (si chiede l’impegno del prossimo governo a regolare la posizione dei precari nelle pubbliche amministrazioni, negli enti, ospedali, scuole, universita’ centri di ricerca), abrogazione della Legga 30.

"La nostra e’ una proposta realistica e concreta che rompe con le politiche adottate fino ad ora - ha detto Gloria Buffo, deputata Ds -. Vogliamo una regolamentazione con due sole forme di lavoro - dipendente e indipendente, invece della giungla di tipologie contrattuali che servono solo a favorire il precariato. Vogliamo che il lavoro a tempo determinato costi piu’ di quello indeterminato per porre fine a un ricorso selvaggio al lavoro precario. Vogliamo che i lavori a tempo non possano piu’ essere protratti all’infinito, perch  per i lavoratori questo e’ un vero e proprio raggiro legalizzato: la legge 30 e’ un autentico inno al lavoro ‘usa e getta’, ha fatto del male ai lavoratori e non ha portato vantaggi economici al Paese".