Precariare Stanca: Campagna nazionale per la lotta al lavoro precario
Lun
28
Nov '05

Lettera al “L’Unità” di un «prof» precario: Restituite la dignità a chi lavora

Cara Unità, mi chiamo Walter, ho 35 anni e sono un insegnante (precario, ovviamente…). Ti scrivo perché mi sto accorgendo che questo mestiere inizia a non piacermi più (non insegno da molto, appena 6 anni…).

Non sono demotivato quando vado in classe ma debbo constatare con profonda amarezza che la nostra condizione «sociale» ed economica cola a picco. Siamo schiacciati tra i Presidi, che ci trattano come fossimo i loro dipendenti (d’altra parte sono dirigenti e quindi la scuola è «fabbrichetta»…) ed i genitori (per i quali siamo dei privilegiati buoni a niente e serviamo solo a fare da badanti ai loro figli).

Sono comunista da sempre e perciò penso che in ogni attività siano gli «ultimi» a portare avanti il carro : per essere più chiari: sono i contadini a trainare l´agricoltura, così come gli operai nelle fabbriche (ecc…) e non certo i «capi», i Dirigenti, i Quadri. Per carità, anche il loro lavoro è rispettabile, ma il divario è ormai un pozzo senza fondo, sia in termini di retribuzioni che di dignità.

La mia, la nostra rivendicazione, non è solo di natura economica, ma oserei dire «umana»; la nostra dignità è stata abbondandemente calpestata, soprattutto negli ultimi anni. Se riusciamo a vincere le elezioni mi aspetto una politica di sinistra, che sia dalla parte dei più deboli, che ridia dignità ai lavoratori. Non bastava la laurea, la specializzazione e l’abilitazione, adesso ci tocca anche questo mercimonio dei Master a pagamento (sembra quasi un’asta…); ancora una volta chi ha più soldi prende di più. Inutile aggiungere che non si studia per il mero piacere della cultura personale… e chi crede ancora in ciò agli occhi della gente è solo un cretino…

Walter Michele Altieri